“Siamo in Buone Mani”: da un progetto nascono 9 posti lavoro per i soggetti svantaggiati

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Ancora un’iniziativa nell’Alto Tevere all’insegna dell’inclusione nell’ambito dell’agricoltura sociale. Istituzioni, Università e mondo della cooperazione uniti per creare occupazione

Si è tenuta venerdì 15 dicembre presso la sala consiliare del Consiliare di Città di Castello la presentazione del progetto Siamo in Buone Mani Bando PSR misura 16.9 Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2014-2020 – Misura 16 – sottomisura 16.9“Sostegno per la diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare”.

Il progetto vede come capofila La Cooperativa La Rondine a Maccarello con i partner Cooperativa La Rondine, Il Lombrico Felice, Mani di Crisalide insieme al Comune di Città di Castello e di Monte Santa Maria Tiberina e il DSA3 Università di Perugia.

Il progetto è volto all’inclusione di giovani soggetti svantaggiati e over 50 usciti dal circuito lavorativo, vede come obbiettivo principale l’assunzione vera e propria con la firma di un regolare contratto di 9 persone che nel 2024 lavoreranno nelle Aziende del progetto. È uno step importante nell’ottica di un nuovo approccio con i soggetti svantaggiati rendendoli protagonisti al 100% tra i primi casi nel panorama Umbro.

Le persone dopo un periodo di formazione avvenuto nell’ultima parte del 2023 saranno parte attiva delle Aziende nel 2024 svolgendo tutte le attività previste dalla semina alla raccolta.

Il progetto vuole lavorare sull’empowerment e al rafforzamento delle capacità collegate alla conoscenza dell’organizzazione del mercato del lavoro e dei contesti lavorativi; alla capacità di saper conversare, di esprimersi, di lavorare in gruppo; alla capacità di fronteggiare le difficoltà; alla capacità di sostenere i giudizi e di organizzare il lavoro; alle conoscenze acquisite e di saperle adattare alle richieste. Tale coinvolgimento dei beneficiari ha il fine di raggiungere gli obiettivi insiti nelle finalità previste dall’inserimento lavorativo in agricoltura sociale: potenziamento delle capacità e competenze, grazie alla contrattualità dell’individuo svantaggiato che diviene cittadino/utente.

Il sistema proposto dal progetto SIAMO IN BUONE MANI si basa su logiche economiche solidali piuttosto che assistenziali, con un importante riferimento a principi di reputazione, qualità e consumo etico, senza i quali questo tipo di offerta non potrebbe evidentemente competere nel mercato globalizzato che caratterizza la nostra società odierna. In questo senso, l’agricoltura sociale si basa su un assunto fondamentale: porre al centro dell’azione la produzione non solo di beni di consumo, ma anche di beni relazionali, ispirati a equità, solidarietà, sobrietà, reciprocità e altruismo. È attraverso la diffusione di questi principi ispiratori che l’individuo e la comunità possono indirizzarsi verso un autentico benessere fisico e psichico, non raggiungibile attraverso la disponibilità di soli beni materiali. Il sistema, quindi, pone al centro del proprio intervento il territorio e la comunità che lo abita.

Alla presentazione hanno preso parte Luca Secondi Sindaco del Comune di Città di Castello: “E’ una fase attiva e concreta, dove vengono date delle vere e proprie opportunità, grazie a delle realtà molto affidabili del nostro territorio”

Letizia Michelini Sindaco del Comune di Monte Santa Maria Tiberina: “ Il Comune di Monte Santa Maria Tiberina sostiene convintamente questo progetto di prospettiva, che si ispira a principi di economia civile e welfare di comunità e che è volto a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità”

Benedetta Calagreti Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Città di Castello: “Questo progetto ci ha convinti sin dal giorno in cui ci è stato presentato. Crediamo nell’agricoltura sociale non solo sul piano lavorativo ma anche su quello terapeutico”

Il Presidente della Cooperativa La Rondine Luciano Veschi: “ La Cooperativa La Rondine da sempre crede nelle potenzialità inclusive dell’agricoltura sociale ed è anche per questo che nel 2015 ha dato vita alla Cooperativa Sociale La Rondine a Maccarello. Quando parliamo di agricoltura sociale non parliamo solo di inclusione sociale, ma parliamo di autostima, di autonomia, di condividere, di opportunità vere a proprie. Infatti La Rondine con la Rondine a Maccarello attraverso la segnalazione ai servizi nel tempo è riuscita a dare un lavoro stabile ad alcuni soggetti svantaggiati, questo è stato possibile solo attraverso l’agricoltura sociale che sta diventando uno strumento fondamentale sul nostro territorio per dare risposte concrete a chi diversamente sarebbe collocato fuori dai normali contesti lavorativi, quindi possiamo affermare che con lo sviluppo di progetti di agricoltura sociale Siamo in Buone Mani”

Il Presidente della Cooperativa La Rondine a Maccarello Marco Romanelli Capofila del Progetto “Siamo in Buone mani è un progetto innovativo tra i primi esempi Umbri in cui si esce dal concetto di utente e si parla solo di persone. Persone che lavorano.

Chi lavora, infatti, acquista una certa legittimazione sociale; il lavoro facilita l’affermazione personale e stimola il soggetto alla crescita, alla scelta di un percorso di miglioramento. Attraverso il lavoro si vuole dare alle persone svantaggiate che si coinvolgeranno la possibilità di interagire, provare e imparare lavorando, responsabilizzarsi, produrre uscendo così da una logica meramente assistenziale. L’intenzione è dunque quella di mettere in atto un percorso di aiuto e promozione di un livello superiore d’autonomia e autodeterminazione fortemente legato al contesto di vita comunitario e rurale nel quale poi le attività extra progettuali degli utenti stessi, e la loro vita in senso più ampio, andranno ad insistere.

Il DSA3 Università degli Studi di Perugia con Bianca Maria Torquati Professoressa Associata e Chiara Paffarini Collaboratrice di ricerca: “Grazie al progetto SIAMO IN BUONE MANI si è creata una importante rete tra pubblico e privato; si tratta di rete di protezione sociale che facilita anche la circolazione e l’attivazione di risorse, accresce la resilienza e assicura percorsi di giustizia sociale grazie agli inserimenti socio-lavorativi in attività di vita attiva e di partecipazione alla quotidianità collettiva nel territorio dell’Alto Tevere”

Sono intervenuti inoltre il Presidente dell’Associazione Mani di Crisalide Carmelo Sibio e il Titolare dell’Azienda Agricola Il Lombrico Felice Luca Stalteri.